Quante napoletane hanno respirato e respirano l’aria di una città non sempre benevola, fatta di grandi sacrifici e piccole gioie, di lacrime e battiti sottovoce, di passioni e abbandoni. E pensando a loro, la parola donna risulta evanescente. Meglio, molto meglio, femmine. Femmine di Napoli, primordiale sentire di una terra, scrigni di un codice eterno, che tutto intuisce, respira ed affresca. Femmine di Napoli, terra cullante come il mare, ma anche lavica e disperata come una tempesta, un’eruzione. Femmine di Napoli, per orizzonte il lato luminoso del cuore, per futuro gli occhi luccicanti delle persone amate. Questo e solo questo, senza compromessi, senza finzioni, senza ‘e scole grosse. Semplicemente femmina.