È tempo di tornare, alla città, al lavoro, alle origini. È tempo di disfare la valigia, lavare i panni sporchi, rassettare la propria casa. È tempo di chiave nella toppa, un breve giro e aprire la porta, perché, come ricorda il giornalista Dino Basili, «il viaggio perfetto è circolare: la gioia della partenza, la gioia del ritorno». È tempo di buoni propositi, di azione, di rispetto, per se stessi, per la propria terra. Ritorniamo alla città della cultura, del saper vivere, dei grandi eventi, ma anche alla metropoli delle periferie, troppo sole, troppo impolverate, dove ancora regna l’immensa voglia di partenza. È tempo di rimboccarsi le maniche, di produrre, di decidere. Nel bagaglio della memoria abbiamo stipato saluti e baci, bastimenti che prendono la via della “Merica”, sogni di riscatto e storie di uomini da sola andata, esistenze testarde, orgogliose o dannate. È tempo di guardarsi allo specchio e raccontare chi siamo, difetti e pregi. È tempo di essere cittadini del mondo, per volontà non per necessità. È tempo di credere, di volere, di non essere ad immagine e somiglianza di qualcun’altro. È tempo di raccontare ai nostri figli che spesso, ancora Basili ci soccorre, «nei tipi scattanti abbondano le false partenze».