cartastraccia [4]

L’erba del vicino è sempre più verde, dicono. I suoi spavaldi fili svettano rigogliosi verso il cielo, quasi a dimostrare una piccola naturale superiorità. Gettiamo uno sguardo oltre lo steccato e sentiamo una fitta alla bocca dello stomaco. Lì, è tutto più curato, bello, orgoglioso. Poi, i nostri occhi sfiorano il prato che calpestiamo e ci rendiamo conto che tanto male non è. Tutto sommato, se vengono in tanti a visitarlo qualcosa vorrà dire. Ed allora campa cavallo che l’erba, la nostra, cresce. Abbiamo la consapevolezza di essere depositari di straordinarie bellezze storiche e paesaggistiche. Qualcuno ne vuole godere? Qui bisogna approdare. Però il teorema ha un punto debole. Proprio quella crescita che pensiamo automatica, esponenziale per il solo fatto di esistere, rappresenta la falla del ragionamento. Tutto ciò che si ha va conosciuto, tutelato, curato, rispettato. Ecco allora giungere lo sviluppo, il domani, l’evoluzione. Avere una città di menti monotone, sicure della propria arroganza, è avvilente. La cattiva serietà è contagiosa. Chi può salvare la nostra erba? Alcuni indicano un nutrito gruppo di mammiferi intellettuali, pronti a brandire l’indice, a snocciolare vademecum sul bene e sul male; altri suggeriscono di scovare le ultime briciole di buonsenso, custodite nell’italico codice genetico, che rende vispi, carnali, rispettosi. «Io non so se l’erba campa e il cavallo cresce, ma bisogna avere fiducia», parola di Totò.

21 Comments

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  1. L’erba camperà se tutti noi, insieme, la annaffieremo, non aspettandoci sempre che lo facciano gli altri. Perchè noi stessi possiamo fare delle scelte che cambino la direzione del vento così che la bufera stia sempre lontana dal nostro bel praticello da preservare.
    Ti lascio un saluto e piacere di conoscerti 🙂

    1. Hai colto il senso dello scritto, Amleta. Mi piacciono gli occhi che osservano e annaffiano l’anima, senza temere di abbracciare l’orizzonte.
      Grazie per la visita. Un sorriso.

  2. Il prato va curato se vuoi che altra erba ricresca bella verde e va curato aggiungendo letame perchè e dal letame che la terra prende il nutrimento come diceva De Andrè dal letame nascono i fiori Ma nel nostro prato l’erba vive ancora con un letame vecchio ormai privo di sostanze e dannoso e quello nuovo è lasciato ai margini sotto il sole a seccare troppi critici troppe parole sul da farsi fanno perdere tempo e speranza di avere un prato ancora verde ciao complimenti ti disegnerò un Totò

    1. Prima di ingiallire, l’erba ha vissuto, è cresciuta, ha riempito gli occhi e il respiro di gentili viandanti. Forse è ingiallita per mancanza di luce, di sole, sotto arroganti tacchi.

  3. Bisogna aver fiducia, come diceva Totò “fra tanti fichi secchi” … ci sarà pur qualcuno che è più capace, serio e realmente opera dalla parte del cittadino

    1. Di sicuro la fiducia nel prossimo non deve estinguersi. E so che in giro ci sono tante persone dall’animo luminoso. Mi andrebbero bene anche i “fichi secchi”, al sapore d’onestà. Cara Valeria, grazie per le tue parole e per il tuo impegno. Un forte abbraccio, Giovanni.

    1. “Il dubbio o la fiducia che hai nel prossimo sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso” scriveva Kahlil Gibran. E se fosse così?

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