come lacrime nella pioggia

Qualche giorno fa, il 1 ottobre, per amor di precisione, si leggeva che nell’estate 2014 partirà il “Pompei Sustainable Preservation Project” promosso e coordinato dal Fraunhofer-Institut fur Bauphysik Ibp, dall’Istituto di restauro della Technische Universitat di Monaco di Baviera e dall’International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property , in stretta collaborazione con Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei. Anche l’Università di Pisa fa parte del progetto, articolato secondo tre direttrici, tra loro rigorosamente collegate, restauro, formazione, ricerca. Cadono i fogli del calendario e giungiamo alla fine di novembre, quando in sala, con Microcinema, e solo nelle giornate del 25 e del 26, approda “Pompei”,  interamente prodotto da uno dei più grandi musei del mondo, il British Museum di Londra. La pellicola racconta la vita degli abitanti di Pompei e di Ercolano al momento dell’eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 d.C.. Il progetto è nato dalla mostra “Life and death in Pompeii and Herculaneum”. Un giorno prima dell’uscita nelle fortunate sale cinematografiche, crollano gli stucchi nella Domus pompeiana e si aprono ulteriori squarci nelle mura delle Terme. Arriva dicembre e viene giù il muro di una bottega in via Stabiana e parte di intonaco della Casa della Fontana piccola. Tra spettacolari rievocazioni e accademici intenti, il sito archeologico più grande e visitato del mondo si sbriciola, si dissolve come “lacrime nella pioggia”.

23 Comments

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  1. E’ un Mi piace’ doloroso il mio come quello di tutti.
    Quello che nei secoli non si è distrutto sta crollando a pezzi per l’incuria e l’ignoranza anche degli ‘affari’ in un territorio tra i più ricchi di bellezze al mondo.
    Mi si sa avendo un ministro che spavaldamente sostenne che “Con la cultura non si mangia” cosa aspettarsi se non sempre ulteriori lacrime?

    sherazade

    1. Mi viene in mente ciò che scrisse Ennio Flaiano: “Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L’età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni”.

      1. Quanta amarezza.. tempo fa rifacendomi ad una canzone “scrissi io non appartengo più” ed è lunica cosa che può fare chi come me non è nulla rispetto a potere, giustzia, denaro, che come dici bene nel nostro amatissimo paese hanno mille facce ed altrettante verità.
        Sarò sciavinista? ,ma il paese più ricco al mondo di beni artistici storici e direi anche culturali e musicali ha bisogno di altri?
        Grazie per essere passato mi hai dato modo di seguire e conospere questo interessante ed arricchente spazio.

  2. Ciao Giovanni,
    ti ringrazio prima di tutto per aver visitato e apprezzato il mio Blog,
    ma cosa più bella è che ho scoperto il tuo lavoro e ne sono affascinato.

  3. Purtroppo la cultura non’è più di moda,l’Italia, il bel paese quello che tutti ci invidiano per clima, cibo e sopratutto storia, ” quella vera ” si sta sbriciolando, Pompei, Ercolano, Ostia, Roma e per ultimo anche Cerveteri una tra le più grandi Necropoli Etrusche ( dove vivo peraltro) ridotti a cumuli di macerie, ti piange il cuore e sopratutto ti fa rabbia sapere che altri paesi ci invidiano questa ricchezza, noi che viviamo di turismo, no ho parole, sono avvilita.
    Angela

  4. E’ l’Italia che va in pezzi…Un capolavoro del passato che ai politici attuali non interessa. Oltre la dignità del nostro passato, racchiude lavoro, parola ormai sbiadita nella nostra nazione.

  5. Bell’articolo. E mi scuote anche un pò…. Bellezze d’italia lasciate alla deriva, trasformano questo paese in un mare di tristezza.

  6. sembra che ai nostri politici non importi nulla di tutto questo…hanno pure levato storia dell’arte dai programmi scolastici, il paese con la percentuale più alta di opere d’arte al mondo, presto solo rovine.

    1. Abbandonare ciò che siamo stati è ormai sport nazionale. Il rispetto per l’arte e la storia è diventato un inutile costoso fardello. Le rovine non necessitano di manutenzione.

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