Cinqueanni sussurra una filastrocca, di quelle con la rima. Ogni frase bacia la seguente, come un filo di perle. Non conosce il significato di tutte le parole, ma ogni lettera regala coraggio, l’abbraccio della madre, la corsa nella polvere, il caldo del sole, lo sguardo degli amici, il sorriso di ieri.

Cinqueanni ha riccioli corvini, una scintilla nello sguardo e una voglia di futuro,  proprio lì, tra un respiro e un battito di ciglia. Non conosce i castelli di sabbia e le corse in riva al mare, le lacrime d’amore e le gite in lambretta, le serate in pizzeria e le suonerie alla moda. Non conosce i proclami di pace e le mediazioni diplomatiche, l’odio al plurale e gli annunci di vendetta, le prime pagine e i telegiornali.

Cinqueanni recita la sua canzoncina. Fino a quando un fragore avvolgerà la frase. E la rima svanirà tra un respiro e un battito di ciglia, tra il presente e la polvere.