semplici e scostumati

Una volta, il popolo, quel brulicante ammasso di sangue, terra, sole e tanti sospiri, non pronunciava la parola “semplicità”, non avvertiva l’urgenza di evocare la genuina patria delle azioni e del sentire quotidiano. Gli anni sono rotolati a valle, nella conca del vivere artefatto. E dopo il capitombolo, gli italiani tecnosapiens avvertono il bisogno di snocciolare quelle pure origini, quello stampo di uomini ingenui, naturali, freschi e chiari come pure sorgenti. “È un uomo semplice!”, “Parole semplici, ma efficaci”, “Ho detto quel che pensavo, semplicemente”. Ci siamo impossessati dell’apriti sesamo, del passepartout per la  volgarità, ma con purezza sia ben chiaro. E cosi, stonati sbandieratori delle origini, anime al sapore di pane e salame, adiposi ballerini, leggiadri nei movimenti, smisurati nelle parole, nidificano ovunque, in ogni piccolo spazio bianco. Bastano poche sgangherate parole per incoronarsi flagelli del cielo, firmato autentico sincero. “La semplicità è la forma della vera grandezza” enunciava Francesco De Sanctis. Ma non quella sbandierata ad ogni respiro. Quella si chiama alibi. “Sono i deboli e i confusi che venerano le finte semplicità della franchezza brutale” scriveva il sociologo Marshall McLuhan. Dinanzi a tanto sbilenco candore, forse un pizzico di sana insurrezione non guasta. C’è una grande differenza tra la ribellione argomentata e l’analfabeta rinuncia. Dissentire significa contrapporsi con dignità e identità; il rifiuto è solo una fuga senza rivendicazioni.

14 Comments

  1. Intanto bentornato da queste parti carissimo Giovanni. Ti leggo con piacere perchè le tue parole dicono sempre verità. Oggi viviamo un tempo purtroppo fasullo mio caro, tutto costruito a tavolino persino la semplicità che viene passata per tale quando non lo è affatto. L’unica vera semplicità è quella del cuore , è rimanere se stessi senza fronzoli aggiuntivi. il resto sono chiacchiere. Stasera, mi auguro di lasciarti ad una serata che sia per te ,rilassante e piacevole.. Ti abbraccio sorridendoti. Isabella

  2. Oggi la “semplicità” sembra essere la bandiera dietro la quale si “inventano” figure di personaggi televisivi, modi di pensare, modi di vivere; poi ti accorgi che di “semplice “non c’è nulla, è tutta invenzione.
    La semplicità è ben altro, è uno stile di vita che non è influenzabile e che contiene in se il germe di grandi iniziative, di grandi artisti, di grandi scrittori…la semplicità è non mettersi in mostra ad ogni costo, è non ostentare ciò che non si è in grado di fare….
    Dietro la semplicità abiamo ucciso la cultura. Ma semplicità intesa come alibi perchè semplicità a volte è negatività. Basta guardare le migliaia di libri sfornati all’anno che dietro non hanno neanche un guizzo di corposità, solo semplicità, di parole e di concetti.

  3. a me piace dissentire soprattutto quando di sbandierano a volte “piccole banalità ” a firma di un ‘grande’ nome.
    la semplicità in qualsiasi forma oggi è fatta di slogan , una semplicità becera che non ha un linguaggio.
    un abbraccio ammirato per la tua scrittura …semplice! e chiara!
    Shera

  4. Sono pienamente d’accordo con te, soprattutto laddove esprimi “C’è una grande differenza tra la ribellione argomentata e l’analfabeta rinuncia. Dissentire significa contrapporsi con dignità e identità; il rifiuto è solo una fuga senza rivendicazioni.”
    Invece si dissente solo a parole, non coi fatti.

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