il soldato e la principessa da “Nuovo Cinema Paradiso” (1988)

Nuovo Cinema Paradiso è un film del 1988, scritto e diretto da Giuseppe Tornatore. Con Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin, Agnese Nano, Brigitte Fossey, Pupella Maggio, Antonella Attili, Enzo Cannavale, Leopoldo Trieste, Leo Gullotta, Isa Danieli, Tano Cimarosa, Nicola Di Pinto, Roberta Lena, Nino Terzo, Giuseppe Pellegrino, Beatrice Palme, Mimmo Mignemi, Turi Killer. Riconoscimenti: Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes nel 1989 e premio Oscar come miglior film straniero nel 1990.

Alfredo: «Una volta un Re fece una festa e c’erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del Re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone colla figlia del Re? Ma, finalmente un giorno riuscì a incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. La principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato: “Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua”. Subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. E ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli ci cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e ci scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle ché non aveva più la forza manco per dormire, mentre la principessa sempre che lo guardava. E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via».
Totò: «Ma come, alla fine?».
Alfredo: «Sì, proprio alla fine Totò. E non mi domandare quale è il significato, io non lo so. Se lo capisci dimmelo tu».


Totò: «Te la ricordi la storia del soldato e della principessa? Ora ho capito perché il soldato andò via proprio alla fine. Sì, bastava un’altra notte e la principessa sarebbe stata sua, ma lei poteva anche non mantenere la sua promessa e sarebbe stato terribile, sarebbe morto. Così, invece, almeno per novantanove notti era vissuto nell’illusione che lei fosse lì ad aspettarlo».
Alfredo: «Fai come il soldato Totò, vattinne, chesta è terra maligna».

14 Comments

  1. Quanto ho adorato questo film caro Giovanni. Dove tutti son stati protagonisti, nessuno mai in secondo piano. Un film corale dove la bravura di ogni singolo ha contribuito a renderlo grande e indimenticabile. Pensa che la scena finale in cui Salvatore da adulto rivede la bobina a lui lasciata da Alfredo, è stata, per il nostro 25° , la nostra colonna sonora nel rinfresco fatto in un locale dove nella sala, molto suggestiva, su di uno schermo fu proiettata. Una visione che mi ha sempre affascinata caro Giovanni, che ho trovato splendida come cornice alla nostra festa. Un sorriso doppio a te quindi ci vuole, per aver ricordato un film che ho nel cuore. Un forte abbraccio. Isabella

  2. Il mio preferito in assoluto.
    Un capolavoro ed un’interpretazione magistrale.
    In riferimento a queso dialogo, credo che la conclusione sia amara ( come la vita, del restro ) ma contenga tanta verità
    A me fa venire in mente il libro di Buzzati “Il deserto dei Tartari”l’attesa del tenente Drogo è sterile , tipica di chi sciupa i giorni, desiderando un ruolo da protagonista mentre non si rende conto che tutti siamo solo comparse.
    come è sterile l’attesa di tutti quelli che aspettano un evento che trasformi la loro vita insoddisfacente, inseguendo una chimera che non arriverà mai.

    1. La sterile attesa di un provvidenziale mutamento ha radici profonde nel comportamento umano. Spesso non si bada alla buona recitazione delle comparse, ma si aspira soltanto a qualche latrato da protagonista. Se chimera sia, che abbia almeno le sembianze dei nostri sogni. Concordo con il tuo pensiero (e i tuoi gusti), “Nuovo cinema paradiso” è tra i miei film preferiti. Grazie per le tue parole, Lauraluna, e per aver ricordato “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati, autore a me molto caro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...