cartastraccia [6]

Confesso di aver vissuto. In 24 ore ho postato 27 selfie assortiti (solo e male accompagnato), 24 immagini dei dolci pargoli (ogni scarrafone… ), 22 foto del gatto (alla 23esima, la bestiola ha reagito con un graffio ben assestato e ha chiesto asilo ai tetti), 7 immagini del cane del vicino, 3 primi piatti (i secondi e i dolci escono maluccio, non sono fotogenici), 10 aforismi altrui, 12 pseudo battute, 9 invettive contro il prossimo, 8 elegie “misero me, misero me”, 7 frasi schizofreniche, 1 “buongiorno mondo”, 1 “notte a tutti”. Inoltre, ho massacrato 14 volte il congiuntivo, 27 ho mandato in frantumi la punteggiatura e ho disseminato ben 162 orgogliosi puntini sospensivi (con i 3 di questo post salgo a 165). A testimoniare la pregna esistenza, quei radiosi 546 “mi piace”. Grazie a tutti.

4 risposte a "cartastraccia [6]"

  1. Francesca

    Che dire di Facebook e dei Social in generale che non sia già stato detto, commentato o altro? Penso che nessuno come Eco abbia riassunto tanto bene e in un’unica battuta questo Bar dello Sport 2.0 o come diavolo si dice adesso. Alla fine siamo tutti un po’ guardoni, ci divertiamo – magari senza reagire, troppo pericoloso – a leggere esternazioni da te perfettamente descritte, a considerare quanto poco l’essere umano sia cambiato dall’epoca delle caverne (la corteccia cerebrale è una sottilissima copertura per il ben più consistente e atavico cervello del serpente). E poi i gattini li metto anch’io insieme ai panorami, ai fiori e a due parole sui libri che mi sono piaciuti per davvero. Chi è senza peccato scagli…..il primo puntino! Grazie e baci grandi.

    1. giovanni leone

      Sono iscritto da tempo nel vitale albo dei peccatori social, con il mio bravo bagaglio di puntini sospensivi. Ognuno è libero di “postare” ciò che vuole, ci mancherebbe (amo cani e gatti, panorami e la fotogenica gastronomia). Credo nel valore dell’ironia e dell’autocritica, meno nei solerti trasgressori, pronti a sbandierare volgari invettive, sgangherati congiuntivi e architetture rivoluzionarie da salotto. Di sicuro, è un mio limite. So che mi tocca la penitenza: recitare per cento volte, dinanzi al monitor spento, “oh social dal cuore acceso non ti avessi mai offeso”. Grazie a te. Un forte abbraccio.

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