cartastraccia [7]

Potrei parlare di petali appassiti e tramonti struggenti, della parola fine e di lacrime gemelle, di cuori tondi e battiti perfetti. Potrei forgiare aggettivi termici e soffici golosità, verità glicemiche e false bontà, solitudini ammiccanti e vocianti peccati. Potrei camminare lungo sentieri accennati e viali tormentati, spiagge invernali e autostrade notturne, vicoli ciechi e pianure assolate. Potrei dipingere uomini affamati e dietetiche femmine, sfumature alfanumeriche e toni rosso passione, panorami sbiaditi e scorci esiliati. Ma sono il silenzio, piccolo, intrigante, fiero e pietoso, dannato e primogenito, padre del pensiero, rispetto del dolore.