cartastraccia [7]

Potrei parlare di petali appassiti e tramonti struggenti, della parola fine e di lacrime gemelle, di cuori tondi e battiti perfetti. Potrei forgiare aggettivi termici e soffici golosità, verità glicemiche e false bontà, solitudini ammiccanti e vocianti peccati. Potrei camminare lungo sentieri accennati e viali tormentati, spiagge invernali e autostrade notturne, vicoli ciechi e pianure assolate. Potrei dipingere uomini affamati e dietetiche femmine, sfumature alfanumeriche e toni rosso passione, panorami sbiaditi e scorci esiliati. Ma sono il silenzio, piccolo, intrigante, fiero e pietoso, dannato e primogenito, padre del pensiero, rispetto del dolore.

11 Responses to “cartastraccia [7]”

  1. Angelo Marcelli

    Ormai, i verbi preferiti sono apparire e prevaricare. Sono in pochi, caro giovanni, a concedersi qualche minuto di silenzio per riflettere, rispettare, rispettarsi.

  2. sherazade

    Bentornato Giovanni il silenzio che è rispetto ma nel tuo caso è stato assenza profondamente sentita.
    E poi Ecco che arrivi ricamando parole che incorniciano il cuore. grazie.
    Acqua Pazza suo movimento senza fine.

    sherabbraccicari🌷

  3. tachimio

    Ti aspetto da tanto. Bentornato caro Giovanni. Le tue parole come dice Paola sanno arrivare al cuore e ti dirò di più. Adoro la fine del tuo scritto. Quel ” silenzio” che pur muto , quanto sa parlare. Grazie come sempre per essere quello che sei , per ciò che sai dire. Un sorriso a questo punto on può mancare assieme però ad un grande abbraccio di amicizia. Isabella PS Nel video di Acquapazza , l’onda mi ha fatto venire in mente quella di Hokusai.

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