stella d’argento

Sulla virgola di luna, scritta nello spicchio di cielo tra monte Sfuso e la campagna di Melampo, calò una nube solitaria. I rami del tiglio danzavano al ritmo di una brezza leggera. L’ultimo lampione del viale illuminava quel soffice ondeggiare. Le ombre delle foglie si rintanarono nella stanza di Isabella, sul muro dinanzi al letto. La donna aprì gli occhi e seguì la delicata coreografia. Sul comodino in formica, la sveglia in metallo cromato, regina tra scatole di medicinali, partoriva un timido ticchettio, l’indolente procedere della notte. A ottant’anni, l’universo di Morfeo si riduce a un irrequieto dormiveglia, popolato da schegge di memoria, gracili rimpianti, desideri esiliati, devote sofferenze. Nel buio si ritorna impauriti bambini, smarriti nel labirinto delle rughe, delle parole non dette.

Una fitta al petto rapì il fiato di Isabella. La mente s’afferrò a un’immagine sbiadita: il volto sorridente di una donna dai lunghi capelli castani. Era sua madre, Anna Maccari, procace splendore mediterraneo, energica figlia dell’assolato sud, andata in sposa a Filippo Tomei, introverso fornaio di Melampo. L’uomo scioglieva la lingua solo dinanzi al sinuoso incedere della moglie, «Annarè, si bella e bona comme ’o pane!», e agli occhi dell’unica figlia, «Piccerella, sole di papà». Nella stanza buia, per qualche istante, l’odore di chiuso svanì. La fragranza mattutina prodotta dalla piccola bottega paterna in via Platani, contrada Farrusi, s’impadronì dell’aria.

L’anziana respirò forte e il dolore svanì. L’età non concedeva proroghe: era giunta la notte dell’armistizio tra la verità e la menzogna. Occorreva tracciare un piccolo sentiero in quel dedalo di anni e silenzi.

Con movimenti meditati, Isabella si alzò dal letto, infilò le pantofole e zoppicò fino al tavolino, sistemato sotto la finestra. La donna impiegò un corposo minuto per mettersi a sedere: i dolori alle ossa non andavano svegliati. La mano tremante esplorò il ripiano. Finalmente scovò l’interruttore del lume e luce fu. Aprì piano il cassetto, tirò fuori gli indispensabili occhiali, una biro e un foglio di carta. La mente rincorreva un pugno di frasi indisciplinate e una neonata lacrima. Decise di porre fine all’attesa. In alto, a destra della pagina, scrisse la data: 16 aprile 2001. Poi, gli occhi scivolarono fuori dalla finestra, lungo il viale deserto.

EPISODIO 1
6 gennaio 2021
EPISODIO 2
6 gennaio 2021
EPISODIO 3
9 gennaio 2021
EPISODIO 4
13 gennaio 2021
EPISODIO 5
16 gennaio 2021
EPISODIO 6
20 gennaio 2021
EPISODIO 7
23 gennaio 2021
EPISODIO 8
27 gennaio 2021

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13 risposte a "stella d’argento"

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