APPer la nuova stagione, Ti racconto la storia propone:

ACQUAPAZZA 
di Giovanni Leone

Storia / Il mare e le sue storie, custodite tra le onde, affidate al vento forte della burrasca, disegnate sulla pelle di marinai e pescatori. Acquapazza è uomo di mare, e le tante narrazioni d’acqua e sale le conosce bene. Nel suo sguardo puoi leggere la furia del cielo, la bizzarria dei marosi, l’appuntito sole, una fanciullesca semplicità. Racconta di porti lontani, luoghi al confine del tempo e del navigabile. Il linguaggio universale è fatto di sorridenti fonemi, parole semplici, piccoli grandi gesti d’accoglienza. A settant’anni, se ne sta seduto sul molo, tra le mani la canna da pesca, nella mente preziosi ricordi e genuini pensieri. E così, occhi puntati sulla linea che sposa l’azzurro al blu, narra dei suoi compagni di vita, di quel porticciolo ai piedi del Vesuvio, della famiglia, delle passioni, dei sogni, di quando il paese era fragile ma unito. Dalle sue labbra, ascoltiamo il racconto di gioie e dolori, di silenzi e ormeggi sicuri. Con lui, impariamo a leggere il passato per capire e interpretare il presente, per riscoprire il magico insegnamento dell’ascolto

Note di regia / Immaginate l’azzurro intenso del cielo, impreziosito da un tiepido sole di primavera. In sottofondo, la melodia di placide onde e l’inconfondibile assolo dei gabbiani. Questa è stata la scenografia del mio incontro con Acquapazza. Lì, in un piccolo storico porticciolo del napoletano, ci siamo annusati, conosciuti, confidati. Ogni parola dipingeva una nuova storia di mare, luogo centrale della narrazione. In quello spazio dalle sfumature instabili, occorre lasciarsi andare, seguire la rotta, fatta di suoni, odori, colori, metafore, inciampi, rinascite. Come nelle precedenti narrazioni di Ti racconto la storia, anche Acquapazza è costruita sull’intreccio costante tra storia ed esistenze normali, evocativo potere delle parole e dense emozioni, di quelle che risvegliano “il desiderio di attraversare il ponte tra passato e presente, di conoscere, ricordare, partecipare al viaggio della consapevolezza”.