LE PAROLE VOLANO
Invito alla scrittura creativa
La struttura del libro prevede due sezioni, la prima affronta il problema di “cosa” scrivere: dove trovare le idee giuste e le fonti di ispirazione; la seconda si concentra sul “come” scrivere affrontando i temi della trama, dell´ambientazione, del personaggio, del punto di vista e del dialogo. Tutti gli argomenti sono corredati da citazioni esemplificative e da 25 esercizi per misurare i graduali livelli di apprendimento fino all´ultimo invito a comporre un breve brano di narrativa.
Veleggiare su di un foglio bianco, imprimendo il pensiero, significa mettere a nudo il proprio sentire, la propria vita, il proprio tempo. Un’azione importante, affascinante, misteriosa. Leggere una collana di parole, di quelle ricche d’emozione, apre un mondo inaspettato. Fa camminare nei secoli, a fianco di donne e uomini, fa riflettere sui propri sentimenti, fa assistere ad un passionale film, proiettato proprio lì, nel nostro petto, nella nostra mente. Perché la magia delle parole è anche questa, ognuno le sente come vuole, le filtra, le fa rinascere con colori sempre diversi. Ed allora, perché non provare a organizzare le proprie emozioni e comunicarle attraverso la parola scritta? Perché non diventare registi delle proprie storie, della propria fantasia, delle proprie idee? Sapremo come inventare storie che coinvolgono, rapiscono, seducono, conquistano. Nessuno può promettere un futuro da scrittori, ma di sicuro avrete compreso l’importanza di allenarsi con le parole, le parole dell’emozione.

CHE FATICA!
Un viaggio negli antichi mestieri
Un percorso di apprendimento innovativo fatto di semplici letture e divertenti giochi linguistici e logico-matematici. Un viaggio ludico attraverso la storia di 20 antichi mestieri per il recupero della nostra migliore tradizione. In terre fertili di folklore, di cultura e di storia stratificata quali sono le regioni italiane, è doveroso ricordare e tramandare alle nuove generazioni, il laborioso patrimonio italiano attraverso il recupero della memoria. Ogni capitolo inizia con uno spunto di riflessione: la narrazione dell’antico mestiere. Segue una scheda degli attrezzi per scoprire parole e oggetti ormai desueti ma un tempo di uso quotidiano. Chiude il capitolo un ricco apparato operativo, con giochi, riflessioni e attività di laboratorio linguistico e logico-matematico. Il volume è impreziosito dalle splendide illustrazioni del Maestro Gino Gavioli.

UNITI DALL’ARTE
Un affascinante viaggio nell’Italia unita. A narrare l’intramontabile abbraccio sono i tanti monumenti che svettano nelle nostre città, riconosciuti simboli dell’arte italiana. Attraverso le loro immagini, la loro storia, si celebra l’unione di intenti e di intramontabili volontà che hanno contribuito all’inimitabile architettura tricolore. Un omaggio alla nostra terra, impreziosito dalle riflessioni e dai pensieri di uomini e donne che hanno respirato un comune ideale. Un originale allestimento con vite da rilegatura sfogliabile a ventaglio. 60 foto a colori di altrettanti monumenti, ciascuna corredata da un esauriente compendio storico.

LA CITTÀ OBLIQUA
Un fotografo ed un giornalista narrano le scale di Napoli. Nasce un prezioso volume, un vero e proprio catalogo che contiene circa trecento fotografie della “città obliqua” realizzate dalla sapiente arte fotografica di Cesare Purini e commentate da un profondo conoscitore di Partenope come il giornalista e scrittore Giovanni Leone, proposte in ordine di quartiere e di via. Nelle oltre 250 pagine, presentate anche nella versione inglese, si scoprono i percorsi in salita, spesso aspetti sconosciuti agli stessi figli di Partenope.

LA CAPERA
Le capere erano le prime parrucchiere per donna, sempre indaffarate a correre di casa in casa per assecondare la vanità femminile di cedere alle tentazioni della moda, e spesso della lingua. Il bello del mestiere, infatti, era la chiacchiera, spesso un “pettegolo” ponte tra nobili e plebe.
Premio Internazionale “Giovi – Città di Salerno” per studi e ricerche di microstoria e di storia locale IX Edizione. Premio speciale Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche.

LA NUTRICE
Prima una donna da ostentare come vanto di ricchezza e poi come simbolo di precoce emancipazione femminile. Un mestiere che nella sua iconografia annovera la Vergine col bambino. In definitiva una riflessione sul significato della famiglia e dell’amore materno. Spesso si venivano a creare forti legami affettivi tra l’infante e la balia. Quel latte scolpiva una sorta di secondo cordone ombelicale.

IL SAPONARO
Stracci, malandate stoviglie, una sedia sghemba, coppole logore, coperte da rammendare, rotoli di spago, pastorelli di creta: tasselli di vita che fu, in bilico sul filo del tempo, nell’attesa di riguadagnare la scena. È il carretto del cenciaiuolo, ‘o sapunaro, ricolmo di tutto e di niente. Piccoli mestieri nobilitati dalla miseria, piccoli servigi ad una città lazzarona, impertinente, ma sempre, nonostante tutto, viva.

IL FABBRO
Nel cupo antro del fabbro, le fiamme erano sempre vive, alimentate dal grosso mantice. Sulla grossa incudine, assestati colpi di martello trasformavano il ferro, rendendolo nobile, utile, familiare: spade e coltelli, armature e corazze, chiodi e ferrature per cavalli, chiavi e utensili vari. Il lavoro del fabbro dava inizio all’avventura quotidiana della sopravvivenza per i popolani e al noioso scorrere del tempo per i nobili.

L’ACQUAIOLO
“Chi vo vevere?! Fredda, Fredda, chi veve?!” Ecco il suo richiamo. Arriva l’acquaiolo con il suo carico di cristallina bontà. Offre sorsi di fresco benessere, istanti di ventilata oasi nell’afosa giornata napoletana. Napoli e il suo carico d’umanità, i suoi venditori, il suo commercio. Napoli come lo scorrere dell’acqua, il suo incessante procedere, la sua vivace e imprevedibile andatura. Dalle preziose fonti sgorgava la sopravvivenza per alcuni, un chiassoso e lazzaro folclore per altri.