questa notte

Non manderò a quel paese il 2020, anche se comprendo le esortazioni più istintive e liberatorie per congedare i 12 mesi passati. Lo trovo troppo facile e assolutorio. E non mi ubriacherò per dimenticare. Allo scoccare della mezzanotte voglio essere lucido e ricordare. Lo devo alle mani che non potrò più stringere, agli abbracci che non ho potuto dare, ai sorrisi ricevuti nonostante le mascherine, a coloro che ci sono stati, ci sono e ci saranno, senza considerarli dei numeri. Lo devo, per dire a me stesso e a chi voglio bene che sarà un anno buono, per la comprensione, l’eguaglianza, l’accoglienza, la lealtà, la gentilezza, l’ironia. Uno di quegli anni portatori sani di umanità. Se non andrà proprio tutto bene, cii accontenteremo del bene, quando ci sarà, per noi e per i nostri complici di vita. Buon anno.