7 dicembre 2024
Obliqua avvenenza vince il premio Apollo dionisiaco 2024
L’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, in convenzione formativa con l’Università degli Studi di Roma Tre, accreditata dalla Regione Lazio, iscritta all’albo di Roma Capitale, del Comune di Canale Monterano e promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di New York, ha conferito il Trofeo Aureo 2024 per la poesia all’opera Obliqua avvenenza di Giovanni Leone.
«La parola celebrante del Leone magnifica la dimensione ipotetica, l’obliquo vettore di bellezza della sintesi fra finitudine e infinito. Sui piani metafisici del pensiero, la poesia apre lo spazio transizionale e inesauribile dell’immaginazione, che esonda possibilità di pienezza, oltre la dimensione oppositiva cosciente, oltre il rimando. È il respiro obliquo di rappresentazione e di volontà, dell’esserci tra inconscio e coscienza del lancio d’amore, della finzione creatrice dell’arte».
Prof.ssa Fulvia Minetti
Presidente Fondatrice
Accademia Internazionale di Significazione Poesia e
Arte Contemporanea.
9 novembre 2024
Segnalazione di merito a Tra terra e cielo
La giuria del Premio Federico II – Daunia&Sannio 2024 conferisce la segnalazione di merito per l’originalità al racconto Tra terra e cielo di Giovanni Leone.
«La protesta dello stomaco e delle cannonate, metafora con cui l’autore sintetiza i disordini milanesi culminati con l’ordine di Bava Beccaris di sparare sulla folla, chiude il vecchio secolo e colora di oscuri presagi il secolo nascente. Filo conduttore del racconto è Assunta Spina, potente figura letteraria incarnatasi nelle fattezze di una giovane donna napoletana dagli oscuri natali e dalla personalità sanguigna e passionale. Lo stile evocativo e fortemente simbolico del racconto è incentrato sulla trasmissione intergenerazionale di sogni, identità e speranze, sulla tensione mai sopita tra l’attaccamento al passato e la ricerca di un futuro diverso, tra il dolore del ricordo e la voglia di riscatto. Uno dei punti di forza è il modo in cui il racconto esplora la dimensione femminile e la trasmissione di saperi legati al corpo e alla sua cura, al mistero della vita come della morte. La narrazione è punteggiata da dialoghi ben costruiti in cui la forza mimetica del dialetto napoletano costituisce un valore aggiunto e serve ad alleggerire i momenti di pathos. La scrittura, dal forte impatto emotivo, ma non priva di una sottile ironia, è fluida e intensa».
Paola D’Agaro
Membro di commissione
Premio Federico II – Daunia&Sannio 2024
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