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C’erano una volta i napoletani. I loro cuori erano scrigni. Custodivano un bene prezioso e luccicante: la dignità. E c’erano due uomini. Il primo scriveva di quel tesoro, intimo cantore di una Partenope che fu, il secondo, eterno innamorato degli alunni del sole, dipingeva – con le sue immagini – la decorosa genialità della terra… Continua a leggere [8]

Totò

Un viso asimmetrico, un anima regalmente popolare, una vocazione alla dialettica funambolica, una grande disponibilità. Tutto sintetizzato in un fonema: Totò. Lui, guaglione del rione Sanità, abituato a quel sole che rimbalzava tra i palazzi e regalava solo qualche lampo agli stretti vicoli, aveva dentro il gusto dell’apparire, della battuta, della voglia di essere al… Continua a leggere Totò

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Erano microcosmi le strade e le piazze di Napoli. Vite incrociate, esistenze in equilibrio sul filo della sopravvivenza. Nel dedalo di vicoli e slarghi, tutti conoscevano tutti: l’inventiva quotidiana era condivisa, plasmata sul bene comune. In un simile labirinto di passione, dignitosa povertà e lunario da sbarcare, la manualità e l’ambulantato erano occupazioni primarie. Il… Continua a leggere [2]